Sì alla fiducia con 378 voti favorevoli
Meno Pierino, più premier. Buona la seconda di Renzi
Si è concluso poco dopo le 20.30 il voto di fiducia al nuovo governo di Matteo Renzi: la Camera ha votato: 378 sì e 228 no. "Il mondo non finirà per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di meraviglia". Così, citando Chesterton, il premier Matteo Renzi ha concluso la sua replica alla Camera chiamata oggi a votare la fiducia al suo nuovo esecutivo. E la "meraviglia" dell'Italia, per Renzi, sono "i 5 milioni di persone nel volontariato, gli imprenditori che nonostante tutto rinnovano, la qualità delle lavoratrici e dei lavoratori. L'Italia non finirà mai per mancanza di meraviglie, ma di meraviglia se noi per primi siamo rassegnati". Pace Riottosi e biliosi che non perdonano a Matteo di averci provato. E riuscito - Cerasa Renzi e il primo giorno tra sbadigli, botte a Grillo, promesse, carezze al Cav. - Lo Prete Dalla speranza di Renzi alla perseveranza di governo, un appunto
18 AGO 20

Si è concluso poco dopo le 20.30 il voto di fiducia al nuovo governo di Matteo Renzi: la Camera ha votato: 378 sì e 228 no.
"Il mondo non finirà per mancanza di meraviglie, ma per mancanza di meraviglia". Così, citando Chesterton, il premier Matteo Renzi ha concluso la sua replica alla Camera chiamata oggi a votare la fiducia al suo nuovo esecutivo. E la "meraviglia" dell'Italia, per Renzi, sono "i 5 milioni di persone nel volontariato, gli imprenditori che nonostante tutto rinnovano, la qualità delle lavoratrici e dei lavoratori. L'Italia non finirà mai per mancanza di meraviglie, ma di meraviglia se noi per primi siamo rassegnati". Il sindaco è poi tornato a ribadire che la soluzione deve essere invece quella di prendere "controvento il gusto di rischiare per dire che la sua pagina più bella l'Italia non l'ha ancora vista".
M5S - Renzi, durante la sua replica, ha sottolineato: "Fuori da qui c'è gente che si aspetta da voi, anzi da noi tutti insieme, che la politica smetta di essere un fiume di parole vuoto". Poi, rivolgendosi ai 5 Stelle, ha affermato: "Vi è tra noi chi immagina che quest'aula debba rappresentare il luogo nel quale tentare di intonare un condiviso schiocco delle dita, stile famiglia Addams", uno stile "che li vede protagonisti ed eredi di una gloriosa cultura sociale...".
DISOCCUPAZIONE - Per rispondere all'esigenza di un paese che ha un tasso di disoccupazione del 12,6 per cento bisogna ''rivoluzionare il sistema economico e normativo del paese'', ha affermato Renzi intervenendo in aula alla Camera.
SEMPLIFICAZIONE - "Esiste una questione di semplificazione rispetto al modo in cui si scrivono le leggi. Se noi non riusciamo ad essere semplici nei confronti dei cittadini perdiamo la strada per tornare a casa". Per Renzi "la semplificazione è un tema anche più serio: come è possibile – si è domandato il premier – che in Giappone si rifa un'autostrada in sette giorni e da noi abbiamo bisogno di aspettare mesi?". "La semplificazione – ha spiegato il sindaco di Firenze – è rimasta in questi venti anni nei ministeri come nome". Semplificazione che dovrebbe coinvolgere anche il modo in cui il Parlamento svolge le sue funzioni: "Bisognerebbe accelerare il processo dei regolamenti parlamentari", è tornato a chiedere il premier nel suo discorso programmatico alla Camera.
RISCHIO - "Noi oggi abbiamo rimpicciolito le nostre ambizioni e i nostri sogni. Sembriamo non crederci più, fuori di qui non ci crede più nessuno". Renzi ha parlato così alla Camera della nascita del suo governo e della decisione di "rischiare tutto quello che era possibile rischiare" accelerando questo percorso di riforme. Senza queste riforme, ha detto il premier, "non ci sarà nessuna scusa per nessuno".
PARITA' DI GENERE E DIRITTI - Renzi ha auspicato che nelle aziende pubbliche ci sia spazio "anche in posizioni apicali per donne manager competenti indipendentemente dalle idee politiche ma che si sono affermate e sono pezzi della classe dirigente del nostro Paese". Quanto ai diritti, come anche lo ius soli, il sindaco è tornato a ribadire che il primo punto che le forze politiche dovranno osservare per poter avviare il cambiamento dovrà essere l'ascolto reciproco.
MARO' - Il presidente del Consiglio, toccando il tema dei due fucilieri della Marina militare italiana che si trovano ancora in India, ne ha ricordato "il senso dell'onore" impegnandosi ad averne altrettanto nei loro riguardi "nel tentativo di risolvere rapidamente la vicenda".
SEMPLICITA' - "Se non riusciamo a essere semplici nei confronti dei cittadini perdiamo la strada per tornare a casa, e non è solo il tema della semplificazione ma più grande e serio", ha detto Matteo Renzi in un passaggio del suo discorso alla Camera.
LAVORO - "Talvolta la politica ha dato l'impressione che il lavoro fosse questione da giuslavoristi, il tema del lavoro è questione di ideali, di persone". Così il premier Matteo Renzi, parlando in aula alla Camera, ha spiegato il motivo per cui ha chiamato Guido Poletti a ricoprire l'incarico di ministro del Lavoro. "Ecco perché da domattina – ha aggiunto Renzi – andiamo anche nelle aziende, cominciando da Treviso, ma incontreremo anche i rappresentanti di aziende in difficoltà".
DELEGA FISCALE - "La delega fiscale che noi utilizzeremo e che ci sarà affidata diventerà in prospettiva lo strumento per abbassare le tasse", ha detto il premier parlando alla Camera.
INSEGNANTI - Come "studente cresciuto in un paese della provincia di Firenze, quando entravo al bar, in parrocchia, al circolo, la maestra elementare era vista da tutti come il riferimento del paese, quando la maestra elementare apriva bocca c'era il silenzio delle persone intorno, perché la maestra elementare era considerata un valore prezioso per una comunità. Oggi proviamo a domandarci se di fronte agli insegnanti dei nostri figli abbiamo lo stesso atteggiamento che c'era nella vita quotidiana, a casa, tra di noi: non è più così, oggi l'insegnante viene contestato a prescindere, è la mancanza di prestigio sociale che noi abbiamo sottratto ad un valore come l'insegnamento". Lo ha affermato il presidente del Consiglio nella sua replica alla Camera. Ricordando poi come "la stabilità delle aule scolastiche è ancora più importante di quella dei conti. E' un fatto di credibilità e dignità di un Paese", ha detto.
EUROPA - "Vorrei che il governo meritasse la fiducia che vi chiediamo dicendo che l'Europa che noi vogliamo sia quella in cui l'Italia non va prendere la linea ma dà un contributo fondamentale perché senza Italia non c'è Europa", ha ricordato Renzi alla Camera.
CAMBIARE L'ITALIA - "All'esigenza e al dolore di chi è cassintegrato o ha perso il lavoro si risponde avendo il coraggio di una rivoluzione del sistema economico e normativo del Paese, ma anche facendosi compagni di viaggio di questo dolore", ha affermato il premier. Chiarendo oltretutto che non intende esaurito nelle riforme il suo impegno per cambiare l'Italia. "Dobbiamo affrontare una legge elettorale che sia a tutela e argine del bipolarismo, ma ci sarà anche un impegno concreto sulle riforme. Può bastare? No, non si mangiano percentuali o soglie di sbarramento", ha spiegato il premier nella sua replica alla Camera. L'Italia da almeno 15 anni ''ha una mancanza di crescita''. Il paese ''non cresce come il resto dell'Europa''. ''Abbiamo un'unica chance: prendere qui e ora l'occasione della timida ripresa che si sta affacciando''.